10a SESSIONE DEL MINI-CORSO: IL PRIMO PASSO - LA PRATICA INFORMALE, ESSERE TUTT'UNO CON L'AZIONE

 


Benvenuti alla 10a sessione del mini corso il Primo Passo, Ascoltalo adesso.

In questo audio ci alleneremo per sentirci un tutt'uno con la nostra azione. Una nuova pratica ci farà incorporare questa esperienza attraverso la metafora del camminare.    
Prepariamoci a fare una pratica in movimento, scegliamo un luogo tranquillo preferibilmente all'aperto dove poter compiere almeno una ventina di passi, può essere un prato, oppure  se non è possibile un corridoio, oppure possiamo camminare seguendo le pareti della nostra stanza.

L'esercizio durerà ca 15', siete pronti? Iniziamo. Link alla pratica di meditazione camminata                                                                                             

Essere cambiamento
Con questa pratica si coltiva la capacità di trasferire la propria attenzione nel processo di cambiamento delle sensazioni man mano che ci muoviamo. Ci abituiamo a osservare come tutto ci stimola, anche la più piccola cosa e, con l'abitudine, ci riappropriamo della relazione intima, profonda con la nostra vitalità. Più rallentiamo più abbiamo tempo per percepire e conoscere. Il rallentamento impresso alla nostra camminata può essere impresso anche allo scatenarsi delle nostre emozioni.
Così, usando la moviola interiore, potremo accorgerci quando esse ci stanno tingendo e, quindi, stanno pre-giudicando l'utilizzo dell'intero ns. potenziale di agire efficacemente. Permettendoci di rimanere quell'attimo in più in sospeso, possiamo frenare, e magari, impedire, questo passaggio, e ci manterremo stabili, sereni e vigili, un istante in più, e poi ancora un istante, e ancora un altro, così via.

Noi siamo il testimoni di ciò che ci accade
Con questa pratica noi non siamo "un passo veloce o lento", siamo l'osservatore, il testimone che ha il solo compito di osservare senza aspettative, obiettivi, bramosia o avversione, e sperimentare dentro di se cosa accade. In questo modo, noi diventiamo il luogo dove la realta' viene percepita, elaborata, compresa e ri-generata a sua volta dalla nostra azione. La camminata si compone di tante parti, di tanti aspetti, e la consapevolezza li coglie tutti, sia nella loro diversità, sia nella loro particolarità e sia come parte dell'intera esperienza

Meditare camminando
Anche noi in fondo siamo, al contempo, una piccola parte della realtà e parte integrante della stessa. La camminata è la metafora di un processo, che tutti noi realizziamo continuamente, in ogni momento della giornata, nel lavoro, in famiglia etc, etc.. Questa esperienza può essere vissuta come un esercizio fine a sé stesso, o come una pratica meditativa, sempre e ovunque. Anche quando passeggiamo in mezzo alla gente, da soli a casa, etc. Tutto dipende da dove vogliamo intenzionalmente portare la nostra attenzione. Lentamente, per assaporarne tutte le sfumature.

Stiamo ascoltando qualcuno? Stiamo mangiando? Stiamo facendo la doccia? Stiamo parlando con qualcuno?
Ogni momento è buono per provare a rallentare e assaporare ancora di più le sensazioni che emergono mentre viviamo la vita, in ogni sua manifestazione. Questa pratica, come quella sul cibo, del podcast precedente, è una pratica informale. Ovvero quel tipo di pratica che ci permette di sviluppare la consapevolezza utilizzando ogni istante di vita vissuta.  Così potremo andare sempre, e sempre più in profondità di noi stessi, ancora più vicino alla nostra intima natura. Proprio davanti alla “porta di casa”.

Incarnare la meditazione nella nostra vita
L'invito, da oggi in poi, è quello di applicare la pratica informale ad un'azione che compiamo quotidianamente. Può essere la più semplice. Bere un bicchiere d'acqua, fare la doccia, camminare, etc. Come descritto nel podcast precedente. Abbinare ogni giorno la pratica formale e quella informale è il vero allenamento.

Proviamo a riascoltare i podcast precedenti per vedere se, alla luce del percorso fatto, emerge qualche intuizione o presa di coscienza che al primo ascolto non erano emersi  ed ora salutiamoci con una pratica yoga distesi, seguita da un breve racconto, mano quindi al materassino, raggiungiamo un ambiente sufficientemente tranquillo per almeno 20'.

Siamo pronti? Iniziamo. Link alla pratica distesi

 LA BARCA VUOTA
Charlotte Joko Beck – Zen Quotidiano


Stiamo remando sul lago nella nostra barchetta. C'è nebbia; non spessa, ma

foschia.

All'improvviso dalla nebbia sbuca un'altra barca che si dirige verso di noi e...

crash!

Abbiamo una scarica di rabbia: cosa fa quell'idiota? Ho appena finito di dipingere

la barca e mi viene addosso!

Quand'ecco, ci accorgiamo che la barca è vuota. Cosa succede alla nostra rabbia?

Si affloscia. Pazienza, darò un'altra mano di vernice. Ma se sulla barca ci fosse

stato qualcuno, come avremmo reagito? Sapete benissimo come... I nostri scontri

con la vita, con gli altri, con le situazioni, sono paragonabili al venire urtati da una

barca vuota.

Ma la nostra percezione è diversa: sentiamo che la barca che ci è venuta addosso

è guidata da qualcuno, che ci vuole massacrare apposta. Che cosa significa la mia

affermazione che tutti gli eventi sono collisioni con una barca vuota?

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Per qualsiasi ulteriore informazione, o per conoscere come utilizzare questo approccio per sé stessi, o per la propria organizzazione. scrivetemi utilizzando i riferimenti mail presenti nel sito. Grazie.

Foto by sebastien-goldberg-DznmTlyxyy4-unsplash

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