6a SESSIONE DEL MINI-CORSO: IL PRIMO PASSO - L'ISTANTE CHE FA LA DIFFERENZA
Benvenuti alla 6a sessione del mini corso “Il primo passo”, in
questo audio tratteremo di come poterci allenare a rimanere stabili nel bel
mezzo del quotidiano. Ascolta il podcast adesso
Ostacoli alla pratica
Dopo le prime esperienze di meditazione, di solito, si nota la difficoltà di
rimanere più o meno a lungo intenzionalmente attenti al corpo e alle sensazioni,
a questo si aggiunge anche che, spesso, pensieri e emozioni interrompono la
pratica dando inizio ad un vagare della mente
Benvenuti nella prima grande scoperta attraverso la consapevolezza. La pratica sviluppa la capacità di accorgerci del vagare della mente e di riportarla nel corpo.
Addirittura, questo allenamento a lungo andare, modifica il cervello, perché le connessioni neuronali, al ripetersi degli stessi stimoli, modificano le connessioni all’interno del sistema nervoso centrale. Queste modiche ci rendono sempre più capaci di compenetrare intenzionalmente la realtà
La realtà è universale, e impermalente
Se siamo più centrati, di fronte al continuo mutare delle cose, possiamo cogliere un'altra verità assoluta, ovvero che la realtà è impermalente. L'idea di controllarla, come si fa con le persone, la natura, etc, è un'illusione.
Se ci facciamo attenzione, tutti i giorni andiamo incontro a situazioni disallineate alle nostre aspettative, i nostri valori, principi, abitudini, e non possiamo impedire che la realtà accada così com'è, tantomeno gli stimoli spiacevoli che essa genera.
La realtà è universale, e impermalente non ce l'ha con nessuno, accade e basta.
È sufficiente osservarla attraverso un approccio meditativo,
attraverso le sensazioni del coppo, per cogliere questa verità. Quando, invece,
lo facciamo attraverso le emozioni, o i pensieri, la musica cambia. Così, poter
utilizzare noi stessi, come strumento per evitare la lotta, per accogliere la
natura impermalente della realtà, è un fondamentale passo avanti.
Non si tratta di piegare la testa, o di arrendersi, si tratta di predisporsi
alla sua decodifica, ad assorbirne l'insegnamento, per riuscire ad agire
innovando, piuttosto che re-agire contrastando.
Il processo di conoscenza che ci viene insegnato, per lo più in
occidente, opera per infrastrutture attaccamento o repulsione. Ora disponiamo
di una terza possibilità, possiamo cambiare il nostro approccio alla vita.
Attraverso la meditazione, possiamo cogliere il momento in cui ci stiamo
colorando in una delle due polarità, cogliendo il momento in cui ciò sta
accadendo.
Il solo fatto di accorgercene rallenta, e in alcuni casi impedisce, la
colorazione permettendoci di cambiare prospettiva.
È come se fossimo un gatto in attesa che il topo esca dalla tana,
accorgesene e' tutto.
Prepariamoci a fare una pratica da seduti e individuiamo un ambiente al riparo da distrazioni e rumori per almeno 15'' (link alla pratica del respiro) ancora , ricordo che potete scaricare gli audio di tutte le meditazioni nel sito www.impresevive.it.
Come sempre raccomando la pratica quotidiana, anche per soli 5', siamo pronti? Ok, Iniziamo e alla fine, per salutarci, vi leggerò un breve racconto
Donald Ardell
Una fiaba contemporanea
Sono trascorsi moli anni da quando gli abitanti del villaggio di “A Valle” hanno trovato il primo corpo nel fiume.
Alcuni vecchi del villaggio ricordano come fossero spartani sia i mezzi che i modi usati per affrontare e gestire l’evento.
Dicono che a volte impiegavano ore ed ore per tirare su dal fiume dieci persone, e che, nonostante fossero state riportate a riva, solo poche riuscivano a sopravvivere.
Il numero delle vittime del fiume negli ultimi anni è aumentato notevolmente, ma quella brava gente di “Valle” ha risposto in maniera davvero ammirevole alla nuova sfida.
Il loro sistema di salvataggio è davvero eccezionale, forse secondo a nessuno: gran parte delle persone avvistate nelle vorticose acque del fiume vengono raggiunte in massimo venti minuti, e a volte ne bastano anche dieci.
Sono veramente pochi quelli che non ce la fanno e annegano prima dell’arrivo dei soccorsi: sicuramente un notevole miglioramento rispetto agli anni passati.
Se parli con gli abitanti del villaggio di “A Valle” essi ti raccontano con orgoglio del loro nuovo ospedale sorto sulla riva del fiume, della flotta di salvataggio sempre pronta quando occorre, del piano sanitario usato per coordinare tutte le risorse umane coinvolte nell’operazione di soccorso e dei numerosi ottimi nuotatori sempre pronti a rischiare le loro vite per salvare le persone vittime della furia delle correnti.
Sicuramente tutto ha un prezzo ed è anche altoo gli abitanti di “A Valle”–ma che cos’altro potrebbe fare della gente onesta se non adoperarsi e dare tutto quello che è necessario per salvare vite umane che si trovano in pericolo?
Ora, alcune persone ad “A Valle” hanno di nuovo sollevato il problema, ma la maggior parte della gente mostra scarso interesse per ciò che sta accadendo ad “A monte”. Sembra che ci sia talmente tanto di quel da fare per poter aiutare coloro che sono vittime del fiume, che nessuno ha tempo di verificare come mai tutti quei corpi siano finiti là.
Così vanno le cose, a volte


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