1a SESSIONE DEL MINI-CORSO: IL PRIMO PASSO - RIPRENDERE I SENSI

 


Benvenuti alla sessione del mini-corso “Il Primo Passo”.
Se preferisci ascoltare l'audio di questo aricolo clicca qui

Questa sessione è dedicata a prendere confidenza con la nostra sensibilità. Sentire è fondamentale per creare senso tra chi siamo, la nostra volontà e le possibilità che la realtà ci offre. La capacità di sentire si sviluppa solo con l'esperienza.  

 

Il 1° esercizio e le tre attitudini essenziali

Ed ora prepariamoci a fare il primo esercizio di osservazione delle sensazioni per un risultato ottimale e' indispensabile individuare un ambiente, facilmente raggiungibile, dove poter rimanere al riparo da distrazioni e rumori per almeno 7-8'. siete pronti? Iniziamo (clicca qui per accedere alla pratica) 


Con questa pratica abbiamo fatto ancora ginnastica con le tre attitudini essenziali. La chiara visione, la tranquillità-centratura e la vigilanza.
Utilizzando la dinamica del sasso abbiamo cambiato più situazioni. Questo esercizio ci ha aiutato a rifocalizzare continuamente l'attenzione. Prima sul respiro e le sensazioni, per l'integrazione con sé stessi, poi sugli effetti generati da immagini e situazioni, dal rotolamento verso l'acqua alla discesa in profondità, e di nuovo verso il nuovo spazio di quiete in fondo al lago.

Lungo tutta l'esperienza il nostro corpo, il respiro, l'ascolto, ci hanno accompagnato permettendoci di cogliere quel flusso di attività e percezioni, sottili e quasi invisibili, che sottotraccia sono sempre attive, anche quando non ce ne accorgiamo, e capita spesso.

Lo strumento della meditazione
Per allenare le tre abilità essenziali per lo sviluppo della consapevolezza, esistono, probabilmente, diversi metodi o esercizi. Personalmente conosco solo la pratica della meditazione. Essa, come avete assaggiato in questi ultimi due podcast, è una modalità particolare di portare l'attenzione sul momento presente, fine a sé stessa, quindi,  senza alcun giudizio.

Vorrei subito sgombrare il campo da luoghi comuni.
La meditazione, a differenza di quello che molti pensano, non è solo un'attività da seduti o distesi, ma bensì anche in movimento. Addirittura, si può meditare mentre ci si fa la doccia o si cammina verso la fermata del pullman. 
La meditazione ci permette di entrare in contatto con tutti gli stimoli, compresi quelli più sottili o addirittura invisibili, che immancabilmente si generano in ogni nostra esperienza.

Spesso prendiamo delle decisioni che definiamo " di pancia", adesso sappiamo che esse sono il frutto di sentimenti, emozioni, percezioni, e razionalità integrate in un unico potente stadio dell'apprendimento che si chiama intuizione. Ora possiamo comprendere quali processi vitali, sottintendono le intuizioni e come esserne più consapevoli per migliorarle, ovvero facendo in modo che siano più bilanciate e meno in balia delle emozioni. Ovvero, che le nostre vite siano più agite in modo armonico, alla nostra natura e alla nostra missione, e meno reattive e compulsive.

Così dentro così fuori
Insomma, la meditazione è lo spazio per osservare il mondo interiore e quello esteriore dalla giusta distanza, così da accorgersi che il primo è il riflesso del secondo, ed anche che senza di lui non potremmo imparare a conoscerci fino in fondo. Alcune volte la differenza tra dentro e fuori si assottiglia a tal punto da diventare quasi impalpabile, e allora ciò che ci accade si incastra perfettamente con ciò che ci serve per capire come compiere ogni nostro prossimo passo.

Meditazione, il mind-seti del benessere
Non voglio annoiarvi con gli innumerevoli benefici della meditazione.
La comunità scientifica internazionale ne ha documentati e certificati una grande quantità dagli anni '70 a questa parte, internet ne è pieno per chi volesse approfondire. Queste influenze benefiche impattano positivamente in modo integrale, sia nella sfera psicologica, che quella fisica e comportamentale.

Meditare è molto semplice, ma  non è facile. Per l'evidente ragione che  la vita odierna ci ha disabituati, quasi completamente, ad adottare quelle attitudini  che , invece, dovrebbero essere connaturate e istintive. Quali? Per es. ,poter accettare di non pensare a nulla o di non fare nulla, anche solo per pochi minuti. Oppure sentirsi a proprio agio senza obiettivi, ma godere della propria esistenza così, semplicemente e a prescindere.

Anche ascoltare il proprio respiro sembra un'impresa difficile, se non impossibile. Spesso ci identifichiamo con le nostre sensazioni fisiche, per esempio i dolori, oppure i pensieri logoranti o le emozioni forti, mentre se li osservassimo come oggetti della mente ci limiterebbero molto meno.
Eppure il contesto che viviamo sembra dirci che tutto ciò non serve anzi è antitetico, ci si vanta di essere multitasking, di non avere un attimo di libertà, di essere fatti così, o cosà e di esserlo sempre stati, etc, etc.. Bene, cementare questo tipo di realtà con i pensieri, le parole e le azioni, , determinerà il nostro destino e impedirà di cambiarlo. Aprirci alla nostra vastità, e cercarne le tracce in tutto ciò che ci circonda con curiosità e intenzione, può farci cambiare idea su noi stessi cambiando, così, la nostra azione e quindi il nostro destino.

La meditazione facilita l'auto conoscenza, il tornare integro con la propria dimensione autentica, in pratica "tornare a casa".

La pratica è l’allenamento
Il consiglio è quello di esercitarci quotidianamente, utilizzando le due pratiche di consapevolezza, presenti in questo podcast, quella all'inizio e quella che seguirà tra poco. (clicca qui per accedere alla pratica) 

Possiamo meditare anche per pochi minuti, interrompendo quando ne sentiamo la necessità. Possiamo farlo non appena sentiamo il bisogno di trovare in noi serenità, stabilità e chiarezza. E possiamo farlo ovunque,  in ufficio, in pullman, su un prato. I file audio possono essere scaricati dal sito www.impresevive.it.

Dal prossimo podcast le meditazioni si articoleranno in diverse tipologie, in movimento e statiche, e dureranno tra i 15' e 25'. Lo anticipo così potremo organizzarci per individuare un luogo che, oltre ad essere tranquillo dovrà essere un minimo spazioso.

Buona pratica e arrivederci alla prossima puntata.

 foto di geran-de-klerk-wYy3rvvgjAU-unsplash

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Per qualsiasi ulteriore informazione, o per conoscere come utilizzare questo approccio per sé stessi, o per la propria organizzazione. scrivetemi utilizzando i riferimenti mail presenti nel sito. Grazie.

 

 

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