12a SESSIONE DEL MINI-CORSO: IL PRIMO PASSO - USARE LO STRESSOR PER EVOLVERE 1
Benvenuti alla 12a sessione del mini corso il primo passo. Ascoltalo adesso
In questo audio esploreremo il lato di sé, che lo stressor ci
offre, per poter allenare la nostra resilienza.
Prepariamoci ad una pratica seduti e individuiamo un ambiente al riparo da
distrazioni e rumori per almeno 15', pronti? Ok. Link
alla pratica completa seduti
Allenarsi con ciò che ci provoca stress
Per riprendere il tema del post di premessa al mini-corso, ogni volta che la realtà
si manifesta come un'onda può generare paura, e quindi stress. Allo stesso
tempo possiamo surfarla, anche perché non possiamo cambiarla, così come non
possiamo cambiare le correnti marine né il vento. Possiamo solo apprendere a
far parte di tutto questo, e provare a utilizzare gli stimoli che l'onda
suscita in noi per allenare ulteriormente le tre attitudini essenziali.
Esse che ci aiuteranno, sempre più a integrarci armonicamente con la complessità, nell'assecondarla, pur mantenendo il focus sulla nostra missione, intento o obiettivo.
Tutto può cambiare, chi siamo no.
Questo corso è pensato per adottare un metodo per fruire della
realtà in modo da generativo, a prescindere da com'è. Per far sì che questo
accada dobbiamo ascoltarci, e ascoltarci bene bene, abbiamo l'occasione di
provare ad arrivare un po’ più vicino a quello spazio in cui incontriamo noi
stessi, ovvero al centro delle nostre massime possibilità, così come cerca di
fare chi pratica sport estremi.
È in questo spazio che possiamo cogliere come interagire
armonicamente, con ciò che siamo, ciò che vogliamo diventare e la realtà così
com'è. È in questo spazio che potremo trasformare, lo stress dovuto
all'impermanenza delle cose, in uno stimolo evolutivo, in una palestra. La
qualità dei nostri risultati sarà la funzione della nostra consapevolezza.
Potremo, così, allenarci a rimanere interi e integrati con noi stessi mentre
tutto il resto inevitabilmente cambia, in modo piacevole, spiacevole, neutrale.
Ovvero sempre.
Lasciare andare e lasciare venire
Si tratta di non rimanerne feriti o sotto stress troppo o troppo a lungo. Si
tratta di affrontare il dilemma del fil Matrix. Cosa scegliamo, pillola rossa o
pillola blu? Con il tempo abbiamo
accumulato un sacco di roba che, trattenendola o combattendola, può agevolare
l'attivazione dello stress. Vale la pena lasciarla andare via, congedarla dal
gruppo delle cose essenziali. Per es., se rimaniamo attaccati al giudizio degli
altri, saremo avversi a chi critica una nostra idea, addirittura a chi ne ha un'altra
sullo stesso tema. Questo accade quando ci con-fondiamo con quell'idea,
progetto, opinione, così, quando essi verranno messi in discussione anche noi
ci sentiremo messi in discussione.
Noi non siamo quella cosa, siamo molto molto di più, la conteniamo, essa vale come la nuvola confrontata con il cielo, lo attraversa, toglie la luce per minuti, ore anche settimane, poi va via. E accade la stessa con ciò a cui siamo troppo legati perché piacevole. Decidiamo che vogliamo vivere sempre così, ma a lungo andare la situazione potrebbe cambiare e, prima di rimanere feriti, varrebbe la pena di valutare l'opzione di sceglierne di goderne fino a che si può, dopodiché lasciare libero il sistema di cambiare
Ed ora prepariamoci ad una pratica di yoga in piedi.
Per un risultato ottimale è indispensabile individuare un ambiente con un po' di spazio per fare alcuni movimenti da fermo e dove poter rimanere al riparo da distrazioni e rumori per almeno 20'.[] siete pronti? Ok, iniziamo Link pratica yoga.
Le tempeste interiori
Le emozioni, i pregiudizi e i pensieri, lasciati liberi, senza un'attenzione
intenzionale che li intercetti, che prenda atto della loro esistenza e ne
verifichi subito il loro effetto nel corpo ancorandosi al respiro, ci
trascineranno nell'ansia, nella rabbia, nella depressione, ovunque. Ovunque ma
non in prossimità di ciò che siamo noi in essenza. In quelle occasioni si
generano forti flussi di pensieri, che si si caricano fra di loro dando vita ad
emozione sempre più intense e ad aggregati di pensieri, i rimuginii. Sempre più
logoranti. Quando sentiamo molta avversità verso qualcosa ripetiamo dentro di
noi: "ciò a cui resisti, insiste". Così chi vince è chi butta a terra
per primo la spada, proprio l'opposto di quello che ha negli occhi, e nel
cuore, la maggior parte di noi. Spesso, me compreso.
Come di consueto vi suggerisco di meditare regolarmente, per
esempio scegliere un mix fisso di meditazioni giornaliere che potrete cambiare
ogni settimana. In più, per applicare nel concreto quotidiano, vi suggerisco di
aggiungere una pratica informale, come illustrato nella 10a sessione .
È possibile scaricare tutti gli audio dal sito www.impresevive.it, ed ora, un
brano per dirci arrivederci.
INFERNO E PARADISO (STORIA ZEN)
In un’antica leggenda giapponese si narra di un samurai bellicoso che un giorno sfidò un maestro zen chiedendogli di spiegare i concetti di paradiso e inferno. Il monaco, però, replicò con disprezzo: “Non sei che un rozzo villano; non posso perdere il mio tempo con gente come te!”.
Sentendosi attaccato nel suo stesso onore, il samurai si infuriò e sguainata la spada gridò: “Potrei ucciderti per la tua impertinenza”. “Ecco” replicò con calma il monaco “questo è l’inferno”. Riconoscendo che il maestro diceva la verità sulla collera che lo aveva invaso, il samurai, colpito, si calmò, ringuainò la spada e si inchinò, ringraziando il monaco per la lezione. “Ecco” disse allora il maestro Zen “questo è il paradiso
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Per qualsiasi ulteriore informazione, o per conoscere come utilizzare questo approccio per sé stessi, o per la propria organizzazione. scrivetemi utilizzando i riferimenti mail presenti nel sito. Grazie.
Foto by chris-henry-90EBOzpKNPQ-unsplash


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