ostacoli e soluzioni

 

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Utilizzare le tre intelligenze, con metodo, è semplice ma non è facile.
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Chi pratica sport estremi ci riesce, ovvero, per necessità', costringe la propria sorgente vitale, ad erogare il massimo della potenzialità. L'esperienza è quasi sempre stupefacente, ed è evidente che la ricerca del pericolo, spesso, diventi una droga.

Fa riflettere cosa è in grado di fare un essere umano per trovare il lato più potente di sé stesso, così, come fa riflettere, la quantità di persone che non compiono alcunché al di fuori della propria area di confort.
A questa polarizzazione possiamo aggiungere una terza via: quella che ci condurrà ad una naturale e sorprendente scoperta della ns. sorgente, e delle infinite possibilità di evolvere che, grazie a noi stessi, potremo finalmente cogliere.

Quando manchiamo un obiettivo, come ci sentiamo? Come ci comportiamo? A cosa pensiamo?
Il rimuginio ci porta a convincerci che, probabilmente, quell’obiettivo non era così fuori tiro, e allora, cosa abbiamo fatto, e non fatto, per essere sconnessi con la parte più potente di noi stessi nel momento meno opportuno?
Quanto siamo tentati di dare la responsabilità agli altri?
Mettiamo di aver compreso quale è stato il ns. contributo attivo, e quello degli altri, all'insuccesso, siamo pronti a congedarci dal senso di colpa e creare immediatamente un ambiente idoneo alla costruzione di soluzioni?

Per non ripetere gli stessi fallimenti dobbiamo bonificare il terreno interiore dai nutrienti di cui si alimentano. Per cambiare i risultati dobbiamo cambiare noi stessi.
Siamo disposti a togliere “il vecchio” prima di mettere dentro del nuovo? non si tratta di tradire la ns. identità, anzi, si tratta di eliminare tutto ciò che ci separa da essa, ovvero le dottrine assunte come vere.
Non dispongo di tecniche killer o di scorciatoie, ma solo di un suggerimento: “cerca di capire cosa innesca i tuoi comportamenti disfunzionali, a quali miti sei vincolato, e chi sei veramente al netto di questa roba. Il resto verrà da solo

Le abitudini e le aree di confort sono zavorre, ci legano e ci limitano, attivando ansia, paura e aggressività, ogni volta che vengono sfiorate dal cambiamento. Noi non siamo quelle cose, siamo ben oltre, ma nell'incertezza le usiamo per proteggerci, anzi le trasformiamo nella ns. identità. dovremmo liberarcene e, invece, le usiamo per auto-incarcerarci.
Le emozioni, non riconosciute, sono il killer della ns. capacità trasformativa.

Nella pratica, il giudizio, le aspettative, i pensieri e le emozioni sono spesso innervati tra loro. Quando ci identifichiamo con essi diventiamo reattivi e inconsapevoli. Quando, invece ci accorgiamo che questo sta per accadere, è come se riuscissimo ad osservarle ad una certa distanza mentre si formano e si muovono dentro di noi. Quando riuscirete in questo esercizio, percepirete una sensazione di serenità e benessere, che si diffonderà a tutti i presenti. Comunicare con un team, con il proprio figlio o moglie, consapevoli delle forze a cui si è sottoposti, è di gran aiuto per gestire efficacemente le relazioni sotto stress

Al contrario basta un pregiudizio, inserito sotto mentite spoglie, per es. in una domanda di un collega, per innescare il peggio da tutti e due. Eppure, se fossimo stati attenti, avremmo potuto fare tanto per trasformare una domanda mal posta in qualcosa di più neutrale, trasparente e stimolante per tutti.

Ecco come l'osservazione, la sensibilità e l'azione possono essere considerate forme di intelligenza applicate al quotidiano. Una volta acquisito questo mind set, e trasformatolo in abitudine, saremo più sereni sotto stress, più radicati in noi stessi, e potremo osservare con la massima imparzialità ciò che accade. potremo rimanere tranquilli e vigili allo stesso tempo, a tal punto da percepire i ns. cambi d'umore, di pensiero e di emozioni davanti a questo o quell'evento. Così, la qualità delle ns. decisioni, sarà la funzione di un processo più ricco di informazioni, caratterizzato da una maggiore oggettività e apertura mentale.

“Conosci te stesso e comprenderai l'universo”. Detta così assomiglia ad una frase da arte marziale. Di fatto, rimanere consapevolmente connessi al nostro potenziale vitale tutta la giornata, senza vincoli, mentre il mondo vibra sempre di più, è un'impresa sovrumana, l'unica che valga la pena di essere intrapresa per noi stessi e per tutta l'umanità.

Anche un solo grammo in più di questa abilità può innescare reazioni a catena dirompenti

foto di sharon-mccutcheon-_vkztdUDhvY-unsplash

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